IL SIGNORE VI HA ASPETTATO QUI SU QUESTA MONTAGNA

Giovanni Paolo II, 24/03/2000

Radici in Terra Santa, missionari per il mondo. Quattro nuovi presbiteri diocesani e missionari del Patriarcato Latino di Gerusalemme

Passa ancora per Nazareth, dove Gesù è cresciuto alla scuola di Maria e Giuseppe, la missione che si estende fino ai confini della terra. Così è avvenuto sabato 14 giugno per quattro diaconi, formatisi nel seminario Redemptoris Mater della Galilea, che sono stati ordinati presbiteri nella Basilica dell’Annunciazione, nella Solennità della SS. Trinità.

La celebrazione è stata presieduta dal patriarca di Gerusalemme dei latini monsignor Fouad Twal. Ha concelebrato il vescovo ausiliare e vicario patriarcale per Israele, residente a Nazareth, monsignor Giacinto-Boulos Marcuzzo.

I quattro sacerdoti diocesani, che hanno ricevuto la loro vocazione nel Cammino Neocatecumenale, sono incardinati nel Patriarcato latino di Gerusalemme e nel contempo missionari, pronti a essere inviati in qualunque parte del mondo, in particolare nel Medio Oriente, a servizio della nuova evangelizzazione.

Già nella strada che li ha condotti a questa tappa decisiva è possibile rintracciare i segni della missione. Davide Meli, trent’anni, primo di undici figli, architetto, fin da piccolo ha vissuto negli Stati Uniti, perché la sua famiglia era lì in missione. In quest’ultimo anno di formazione ha servito la parrocchia di Al Huson in Giordania. Il ventinovenne Paolo Alfieri, proveniente da Nettuno (Italia), laureato in lettere classiche, ha esercitato invece la sua diaconia nella parrocchia di Shefa‘amr, in Galilea. Coetanei sono i due ordinandi provenienti dall’America Latina: Juan David Aragón Bueno, colombiano, e Leandro Setuval, brasiliano. Hanno esercitato il loro diaconato rispettivamente nella parrocchia di Smakie in Giordania e di Bir Zeit in Palestina.

Un ultimo importante momento di formazione è stato il pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa. I neo-sacerdoti non dimenticheranno certo che a meno di venti giorni dalla loro ordinazione hanno avuto l’onore di servire come diaconi nelle liturgie presiedute dal Papa ad Amman e a Betlemme.

La liturgia dell’ordinazione è stata una grande festa non solo per la Galilea. Vi hanno partecipato, oltre ai 35 seminaristi del Redemptoris Mater e ai familiari e alle comunità dei candidati, una quarantina di presbiteri e numerosi religiosi e religiose della Terra Santa, i fratelli e le sorelle in missione della Domus Galilaeae (il cui direttore, don Rino Rossi, ha concelebrato), circa 500 neocatecumenali e molti fedeli delle parrocchie provenienti dalle comunità della Galilea, della Palestina, della Giordania e di Gerusalemme.

All’inizio della celebrazione, il rettore del Seminario, don Francesco Giosuè Voltaggio, ha menzionato l’enorme grazia concessa da Dio agli ordinandi di pronunciare il loro “Eccomi!” nello stesso luogo ove l’ha pronunciato la Santa Vergine Maria, l’umile di Nazaret.

Il Patriarca, rivolgendo la sua parola di augurio ai neo-ordinati, ha ripreso le parole di Papa Francesco nell’incontro con i sacerdoti, i religiosi e i seminaristi di Terra Santa, che ha avuto luogo nella Basilica del Getsemani, ove il Santo Padre ha rimarcato la sproporzione fra la grandezza della vocazione e la nostra fragilità. Di seguito, il Patriarca ha invitato con forza i novelli sacerdoti a non avere paura: non saranno mai soli, poiché il Signore sarà con loro, così come le loro comunità e la chiesa in Terra Santa.

Un festoso banchetto ha seguito la celebrazione, allietato dalla presenza di monsignor Marcuzzo, che ha voluto offrire un dono ai presbiteri e un affettuoso augurio alle loro famiglie, e da canti in arabo e in varie lingue del mondo.

Gli ultimi trenta giorni, benedetti dalla visita del Papa in Terra Santa, sono stati un tempo straordinario per il Redemptoris Mater, che accoglie anche seminaristi provenienti dalle chiese cattoliche orientali. Il 18 maggio, in una liturgia presieduta da monsignor Joseph Jules Zrey, vescovo greco-cattolico di Gerusalemme, e alla presenza di monsignor Moussa El-Hage, arcivescovo maronita di Haifa e della Terra Santa, è stato conferito a due seminaristi provenienti dalla Galilea, Shadi Jozen di Me‘elia e Rami Dakwar di Fassuta, il lettorato nel rito greco-cattolico, mentre un giovane di origine libanese e residente in Israele, Rodi Noura, è stato ordinato cantore e lettore secondo il rito maronita.

Pier Luigi Fornari, giornalista di Avvenire, Italia

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